L’INPS adegua nuovamente la misura degli interessi applicati in caso di differimento del termine di versamento dei contributi alla variazione del tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali dell’Eurosistema disposto dalla BCE con la decisione di politica monetaria del 14 settembre 2023.
Più precisamente, la Banca europea ha nuovamente innalzato l’ex Tur di 25 punti base, con decorrenza dal 20 settembre 2023, portando così il tasso di interesse al 4,50%. Per quanto riguarda i rapporti con l’ente previdenziale, ne deriva che l’interesse di dilazione dovuto in caso di versamento rateale dei debiti contributivi e delle sanzioni civili passa al 10,50% annuo e trova applicazione con riferimento alle rateazioni presentate a decorrere dal 20 settembre 2023. Diversamente, per i piani di ammortamento già emessi e notificati in base al tasso di interesse precedentemente in vigore, non sono previste modificazioni.
Anche l’interesse dovuto in caso di autorizzazione al differimento del termine di versamento dei contributi, dal 20 settembre 2023, deve essere calcolato al tasso del 10,50% annuo. In tal caso, il nuovo tasso sarà applicato a partire dalla contribuzione relativa al mese di settembre 2023.
Quanto alle sanzioni civili, in caso di omissione contributiva, la misura passa al 10% in ragione d’anno (tasso del 4,50% maggiorato di 5,5 punti). Si tratta della fattispecie del mancato o ritardato pagamento di contributi o premi, il cui ammontare è rilevabile dalle denunce e/o registrazioni obbligatorie. Si applica la sanzione al 10% annuo anche nell’ipotesi di evasione contributiva connessa a registrazioni o denunce obbligatorie omesse o non conformi al vero, qualora la denuncia della situazione debitoria sia effettuata spontaneamente prima di contestazioni o richieste da parte degli enti impositori e comunque entro 12 mesi dal termine stabilito per il pagamento dei contributi o premi e sempreché il versamento dei contributi o premi sia effettuato entro 30 giorni dalla denuncia stessa.
Si ricorda che resta ferma, in caso di evasione, la misura della sanzione civile, in ragione d’anno, pari al 30% nel limite del 60% dell’importo dei contributi non corrisposti entro la scadenza di legge. La misura del 10% per cento trova applicazione anche nella fattispecie prevista quando il mancato o ritardato pagamento derivi da oggettive incertezze connesse a contrastanti orientamenti giurisprudenziali o amministrativi sulla ricorrenza dell’obbligo contributivo, successivamente riconosciuto in sede giudiziale o amministrativa. Le sanzioni civili possono essere ridotte nei confronti delle aziende sottoposte a procedure concorsuali, sempreché siano integralmente pagati i contributi e le spese.
Anche l’INAIL (circolare 42/2023) ha fornito le proprie indicazioni d’interesse, ricordando che a decorrere dal 20 settembre 2023 il tasso d’interesse per le rateazioni dei debiti per i premi assicurativi e accessori è pari al 10,50%, mentre la misura delle sanzioni civili è pari al 10,00 per cento.