Il Fisco sta notificando ai sostituti d’imposta cosiddetti minimi avvisi bonari “pazzi”, relativi al modello 770/2021: evidenziamo come i software dell’Agenzia non abbiano tenuto conto dell’allungamento della scadenza per il versamento delle ritenute al 15 settembre 2021.
Nel disciplinare i termini per il versamento delle ritenute, il legislatore ha voluto semplificare le scadenze dei sostituti d’imposta cosiddetti “minimi”, ossia di coloro i quali durante l’anno:
- hanno corrisposto soltanto compensi di lavoro autonomo (sono da escludere quindi i sostituti di imposta che hanno ad esempio dipendenti);
- a non più di tre soggetti;
- per un totale di ritenute inferiore ad euro 1.032,91.
La semplificazione prevista per i soggetti in questione sta nella possibilità di effettuare i versamenti di tali ritenute entro il termine stabilito per il versamento a saldo delle imposte sui redditi del relativo anno (anziché entro il canonico termine del 16 del mese successivo). Si badi che non è prevista la corresponsione di alcun tipo di interessi. È chiaro quindi che il contribuente dovrà agire in via previsionale, dovendo pensare all’inizio dell’anno se nel corso dello stesso potrà rispettare questi requisiti, ma nella stragrande maggioranza dei casi si tratta di una valutazione abbastanza semplice.
Da qualche giorno l’Agenzia delle Entrate sta inviando a tali sostituti minimi avvisi bonari relativi ai modelli 770/2021, contestando la tardività di ritenute relative all’anno 2020 ma versate il 15/09/2021 e non il 20/08/2021. Quell’anno, come si ricorderà, la scadenza dei termini per il versamento delle somme emergenti dalle dichiarazioni annuali fu fissata per il 15 settembre, grazie all’art. 9-ter del D.L. n. 73/2021, inserito dalla legge di conversione (L. n. 106/2021). Di tale slittamento, a quanto pare, il software dell’Agenzia non ha tenuto conto; prova ne è il fatto che negli avvisi bonari viene indicata come data di scadenza il 20/08.
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