Il Bonus Sud, introdotto dalla Legge di Bilancio 2021, consiste in una decontribuzione per le aziende che assumono dal 2021 al 2029, suddivisa per tre differenti scaglioni. Gli incentivi sono a favore dei datori di lavoro che assumono nelle 8 regioni del Sud Italia, ovvero: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Lo sgravio è graduale, e va dal 30% (soglia di partenza già fissata dal “Decreto Agosto”) al 10% dei contributi previdenziali per i nuovi assunti, secondo questi scaglioni:
• 30% dei complessivi contributi previdenziali versati fino al 31 dicembre 2025;
• 20% dei complessivi contributi previdenziali versati per gli anni 2026 e 2027;
• 10% dei complessivi contributi previdenziali versati per gli anni 2028 e 2029.
Per poter usufruire del beneficio devono sussistere in capo alla ditta, la regolarità contributiva, l’assenza di violazioni delle norme fondamentali a tutela delle condizioni di lavoro, il rispetto degli altri obblighi d legge, il rispetto degli accordi e contratti collettivi nazionali, nonchè di quelli regionali, territoriali o aziendali sottoscritti dalle Organizzazioni sindacali dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale.
Lo sgravio contributivo può cumularsi con altri esoneri o aliquote di finanziamento previste dalla normativa, nei limiti di quanto dovuto sotto l’aspetto previdenziale come, ad esempio, quello degli “over 50”, quello dei portatori di handicap o quello dei beneficiari di NASpI.
Sono esclusi dall’agevolazione, i datori di lavoro appartenenti al settore agricolo ed i titolari di contratto di lavoro domestico, ferma restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche.
L’obiettivo della disposizione è quello di garantire i livelli occupazionali nelle Regioni indicate, in un momento in cui la crisi pandemica, innescata dal Covid-19, continua a far sentire i propri effetti.