Il cosiddetto “bonus da 800 euro per le partite IVA” è l’ISCRO, l’Indennità straordinaria di continuità reddituale e operativa: un sostegno destinato ai professionisti iscritti alla Gestione Separata INPS che hanno subito una significativa riduzione del reddito.
Per il 2026 l’importo può arrivare a 817,69 euro mensili, per sei mesi. La domanda deve essere presentata entro il 31 ottobre 2026. La misura richiede una verifica precisa della posizione del richiedente: possedere una partita IVA e avere un reddito basso, da soli, non bastano.
L’ISCRO riguarda i lavoratori autonomi che esercitano abitualmente un’attività professionale e sono iscritti alla Gestione Separata INPS. Possono accedere anche i professionisti in regime forfettario e, alle condizioni previste, i partecipanti a studi associati.
Sono esclusi gli iscritti alle gestioni artigiani e commercianti e alle Casse professionali, compresi commercialisti e ragionieri iscritti alle rispettive Casse.
Occorrono una partita IVA attiva da almeno tre anni per l’attività interessata e la regolarità contributiva. Devono inoltre essere rispettate le condizioni relative a pensioni, altre coperture previdenziali e prestazioni incompatibili.
Per la domanda 2026, il reddito professionale prodotto nel 2025 deve soddisfare contemporaneamente due condizioni:
- non superare 12.749,18 euro;
- essere inferiore al 70% della media dei redditi professionali prodotti nel 2023 e nel 2024.
Si considera il reddito da lavoro autonomo, non il fatturato né l’ISEE.
L’importo viene calcolato sui redditi professionali del biennio di riferimento, secondo la formula prevista dalla disciplina ISCRO. Nel 2026 il minimo mensile è di 255,53 euro e il massimo di 817,69 euro. Il massimale, quindi, non spetta automaticamente a tutti.
Chi ha già beneficiato dell’ISCRO nel 2024 o nel 2025 non può ottenerla nel 2026. Il divieto opera anche in caso di successiva decadenza, pur senza aver ricevuto tutte le mensilità. Una precedente domanda respinta o una prestazione revocata dall’origine non impediscono invece una nuova richiesta, se ricorrono i requisiti. Prima dell’invio è opportuno ricostruire i redditi 2023–2025, controllare la posizione contributiva, l’anzianità della partita IVA e le precedenti fruizioni.
Sul sito INPS occorre accedere al “Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche” e selezionare “Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa – ISCRO”. La procedura richiede l’autocertificazione dei redditi degli anni interessati. Dopo l’invio, bisogna conservare ricevuta e protocollo e monitorare eventuali richieste integrative. È possibile rivolgersi anche a un patronato.
La prestazione decorre dal giorno successivo alla domanda, concorre alla formazione del reddito e non dà diritto a contribuzione figurativa. Occorre mantenere i requisiti previsti e seguire le indicazioni sui percorsi di aggiornamento professionale.