Il percorso verso la Legge di Bilancio 2026 è iniziato e il dibattito politico e tecnico si concentra su misure capaci di incidere in modo concreto sul sistema fiscale. In cima alla lista dei desideri figura una nuova edizione della definizione agevolata delle cartelle di pagamento, la “Rottamazione Quinquies”. In questo scenario, il tema delle cartelle esattoriali resta una priorità: da anni si cerca un equilibrio tra la necessità di recuperare crediti e la difficoltà di riscuoterli.
La Lega ha già depositato, da tempo, in Parlamento una proposta di legge che prevede una dilazione particolarmente lunga: fino a dieci anni per le cartelle emesse entro il 2023.
Con la nuova Rottamazione, il numero di rate raddoppierebbe rispetto alla Quater, arrivando a coprire un periodo decennale. Ciò significa che, a parità di debito, l’importo delle singole rate sarebbe più contenuto, alleggerendo il carico finanziario per i contribuenti. Un’altra modifica sostanziale riguarderebbe le condizioni di decadenza. Nel meccanismo della quater, basta non versare una sola rata (anche in parte) entro cinque giorni dalla scadenza per perdere i benefici della definizione agevolata. La proposta attuale, invece, prevede una soglia molto più ampia: il decadimento scatterebbe solo dopo il mancato pagamento di otto rate. Questo margine di tolleranza offre maggiore sicurezza a chi potrebbe incontrare difficoltà temporanee nel rispettare le scadenze.
Inoltre, la rottamazione quinquies amplierebbe il perimetro temporale delle cartelle incluse: non solo quelle precedenti al 2022, ma tutte quelle emesse fino al 2023. L’obiettivo è coprire una platea più ampia di debitori, in modo da facilitare il recupero di somme che, altrimenti, rischierebbero di restare non riscosse.
Il testo che introduce le nuove regole per la definizione agevolata è già al vaglio del Senato. L’intenzione è quella di integrare queste disposizioni nella prossima legge di bilancio.