Il Decreto Lavoro 2023, ha emanato una normativa definitiva circa il comportamento “presuntivo” di alcuni dipendenti che, si assentavano dal lavoro senza dare giustificazioni e senza presentarsi anche dopo comunicazioni da parte del datore di lavoro. Tale comportamento portava quest’ultimo al licenziamento per giustificato motivo soggettivo da parte del datore nei confronti del dipendente, il quale poteva quindi fare richiesta di NASPI. Nel decreto è stato definitivamente acclarato che, contro i furbetti chi si fanno licenziare per ottenere l’assegno di disoccupazione scatta la presunzione di dimissioni volontarie.
Di conseguenza, se l’assenza ingiustificata del dipendente si protrae oltre il termine previsto dal contratto collettivo applicato al rapporto di lavoro o, in mancanza di previsione contrattuale, superiore a 5 giorni, il rapporto si intende risolto per volontà del lavoratore ossia per dimissioni volontarie. Pertanto il datore di lavoro non dovrà più licenziare il dipendente per assenza ingiustificata.
La recente approvazione del Ddl sul lavoro ha introdotto nuove normative che riguardano l’assenza ingiustificata così come altre tematiche già “viste” nelle precedenti circolari e che vedremo nelle successive.
Tale cambiamento però, si ritiene essere uno dei più importanti , toccando in primo luogo i lavoratori stessi e poi i datori di lavoro, i quali, però saranno “legittimati” alle dimissioni lì dove non avrebbero voluto licenziare e al contempo “risparmiando” anche il Ticket di licenziamento dovuto per un comportamento errato del dipendente.