Il Bonus da 50 euro per l’acquisto di occhiali a favore dei cittadini meno abbienti, era stato previsto dalla Legge di Bilancio 2020, che aveva predisposto un Fondo apposito presso il Ministero della Sanità. Lo schema di decreto ministeriale è giunto solo a settembre 2022 all’attenzione del Garante per la privacy per il parere in merito al trattamento dei dati sensibili.
Il bonus è destinato ai membri di nuclei familiari con un valore ISEE non superiore a 10.000 euro annui e consiste in un contributo in forma di “voucher una tantum di importo pari a 50 Euro per l’acquisto di occhiali da vista, ovvero di lenti a contatto correttive” .
Il contributo sarà garantito a partire dal 1 gennaio 2021 e fino al 31 dicembre 2023 sia per gli acquisti già effettuati a partire dal 1 gennaio 2021 che per quelli da effettuare, fino al 31 dicembre 2023.
Gli interessati dovranno registrarsi su una apposita piattaforma sul sito del Ministero della salute, nell’area riservata e previa autenticazione informatica mediante SPID, CIE o CNS. La data prevista per l’apertura era il 15 febbraio 2023, pertanto, dovrebbe essere imminente.
Il bonus sarà disponibile:
- sotto forma di voucher per futuri acquisti per coloro che ne faranno richiesta “a partire dal sessantesimo giorno dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale e non oltre il 31 dicembre 2023”. In seguito alla verifica sui requisiti dichiarati, in caso di acquisto il voucher dovrebbe essere reso disponibile nella medesima area riservata dell’applicazione web, e potrà essere utilizzato, entro trenta giorni dall’emissione, presso i fornitori di occhiali da vista e lenti a contatto correttive accreditati;
- rimborso per gli acquisti “effettuati a partire dal 1° gennaio 2021 e fino al giorno antecedente il sessantesimo giorno dalla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale del decreto”. In questo caso, il richiedente, tra i dati anagrafici e reddituali, dovrà indicare anche le coordinate IBAN del conto corrente su cui effettuare il rimborso e allegare copia della fattura o scontrino attestante l’acquisto.Il ministero quindi comunicherà all’Agenzia delle Entrate i dati relativi ai rimborsi erogati, ai fini della elaborazione della dichiarazione dei redditi precompilata degli interessati.