La cedolare secca è il regime di tassazione sostitutivo sui redditi da locazione, introdotto con il fine di ridurre l’evasione fiscale sugli affitti.
A partire dal 1° gennaio 2021, la Legge di Bilancio introdurrà alcune novità di rilievo, relative alla cedolare secca sugli affitti brevi. Stando alle novità previste dal testo in discussione alla Camera, si potrà optare per la cedolare secca per un numero massimo di quattro appartamenti, superati i quali scatterà la presunzione di attività imprenditoriale e l’assoggettamento del reddito ad Irpef. Per chi concede in affitto per brevi periodi più di quattro appartamenti all’anno, diventa di fatto obbligatorio dotarsi di partita IVA.
Una novità rilevante, che modifica le regole sulla cedolare secca nel 2021. A partire dal prossimo anno, cambiano anche le modalità di pagamento dell’imposta sostitutiva: l’acconto, pari al 95% fino al 2020, passerà al 100% dell’imposta dovuta per l’anno precedente.
I limiti all’applicazione della cedolare secca sugli affitti brevi saranno applicati anche ai contratti stipulati tramite intermediari, oppure tramite piattaforme telematiche che mettono in contatto persone in cerca di un immobile con persone che dispongono di appartamenti da condurre in locazione.
Non cambiano invece le istruzioni generali per l’applicazione della cedolare secca del 20% sugli affitti a canone libero, così come per la cedolare secca del 10% sui contratti a canone concordato.