Per favorire il rilancio economico, è allo studio da parte del Ministero dell’Economia ed il Ministero dello Sviluppo Economico, una misura atta a garantire prestiti fino a 300 miliardi di Euro, sulla base del modello francese. Il meccanismo sarà articolato con due possibilità: 90% per le grandi imprese e 100% per le Piccole Medie Imprese (PMI) e per i piccoli beneficiari. In realtà, si punta ad una garanzia totale per tutti i potenziali beneficiari, imprese di ogni dimensione, partite IVA, professionisti, ma anche coop e terzo settore. Il 100% sarebbe in grado di generare una serie di meccanismi immediati, eliminando, di fatto, ogni ostacolo operativo o burocratico, come, ad esempio l’istruttoria da parte delle banche e la relativa analisi di merito del credito. Il «Piano Bridge», esaminato dal MEF e dal MISE, dopo diversi riscontri positivi arrivati da imprese, banche e sindacati, tra gli altri punti, prevede l’entità dei possibili prestiti bancari da garantire, calcolati:
• fino a tre mesi del fatturato 2019;
• due anni del monte salari nel caso delle start-up.
In questo piano, i prestiti sarebbero a tasso zero, rimborsabili in 10 anni, per un massimo di 100 rate, con un piano di ammortamento a partire dal 1° gennaio 2022. La garanzia sarebbe gratuita, attraverso il Fondo Centrale di Garanzia, ed il credito, pur restando “visibile”, non verrebbe incluso nei parametri di indebitamento dell’attività economica finanziaria, salvo il caso di mancato rimborso. Alla banca andrebbero presentate, la dichiarazione IVA relativa al 2019, un’attestazione di diminuzione di fatturato dovuta all’emergenza Covid -19, e la presa visione delle sanzioni in caso di mendace dichiarazione. A fronte del finanziamento, il beneficiario dovrebbe solo impegnarsi a mantenere i livelli occupazionali, almeno per il primo anno. Questo piano italiano, punta al 100%, garantito con rimborsi in 100 rate dal 2022.